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Archive for the ‘politica’ Category

Scaduto! Davvero?

November 25th, 2012 Comments off

Una puntata monografica sul mistero delle date di scadenza. C’è chi le prende come oro colato, temendo rischi per la salute, e chi le ignora. Ma é proprio vero che passata la data fatidica, bisogna buttare tutto nella spazzatura? No. Uno yogurt resta impeccabile per settimane dopo la scadenza. ‘Da consumarsi preferibilmente entro’, non significa che dopo quella data corriamo rischi per la salute. E i farmaci? L’esercito americano ne prolunga la vita per molti anni.

di Serena Tinari e Leonardo Colla. montaggio Stefano Schütz, Adrian Perez.

Patti Chiari RSI, 16.11.2012 Guarda il video e Leggi i documenti dell’inchiesta.

Il fantasma della pandemia – Geschäft mit Schweinegrippe

May 28th, 2012 No comments

un documentario di Falò RSI 2010. di Serena Tinari. Cut: Adrian Perez. Adattamento tedesco: Reto Padrutt.

Pandemia suina, uno spettro che  ha preoccupato il mondo. Le previsioni dei catastrofisti non si sono realizzate: il pianeta l’ha vissuta come una comune Influenza. Gli Stati hanno acquistato milioni di dosi di vaccino pandemico, rimaste per lo più inutilizzate. L’hanno fatto su indicazione dell’OMS. Al Consiglio d’Europa, la Commissione Sanità accusal’OMS di avere creato una “falsa pandemia”, un business miliardario. L’OMS si è fatta condizionare dall’industria farmaceutica?

Im Juni 2009 erklärte die Weltgesundheitsorganisation WHO die Schweinegrippe zur Pandemie und trat damit hektische Aktivitäten los: Allein die Schweiz bestellte 13 Millionen Impfdosen. Die Pharmaindustrie verbuchte gewaltige Gewinne mit einer Katastrophe, die niemals stattfand. Steckt die WHO mit der Industrie unter einer Decke? Fast unbemerkt von der Öffentlichkeit ging der Europarat dieser Frage nach – mit aufrüttelnden Ergebnissen.

Falò RSI in italiano (25.02.2010)

La saga del Tamiflu – a Pandemic Business

May 26th, 2012 No comments

un documentario di Falò RSI , in collaborazione con Rundschau SRF, CBC/Radio-Canada, NPR.

Alla Conferenza Mondiale del Giornalismo d’Inchiesta 2011, questa inchiesta ha vinto il premio speciale della giuria dei Daniel Pearl Awards 2011: Special Citation and a Certificate of Recognition for Outstanding International Investigating Reporting. Ed é arrivato in finale agli IRE Awards.

di Serena Tinari, Harry Häner, Reto Padrutt. Cut: Gerardo Wuthier. Camera: Angela Meschini, Harry Häner. Sound: Lilly Gurzeler, Diether Hell. Grafica Erika Bardakci. Ha collaborato Carlo Zoppi, Nicole Hayoz, Igor Hammer, Elena Luzio, Ayumi Kodama, Mari Yamauchi Neuenschwander.

This 56 Minutes long investigative documentary, shot in Japan, Italy, England and Switzerland, reconstructs the success story of Tamiflu, the drug governments have stockpiled to protect their populations from the pandemics. It also reveals the serious doubts as to the drug effectiveness and safety circulating in the scientific community. An affair of our days on public health, transparency and side-effects.

Un documentario d’inchiesta girato fra Giappone, Italia, Inghilterra e Svizzera ricostruisce l’avventurosa storia del Tamiflu, il farmaco che i governi di tutto il pianeta hanno accatastato per proteggere la popolazione dalle Pandemie. E racconta i dubbi sulla sua efficacia e sicurezza che circolano oggi nella comunità scientifica. Una vicenda dei giorni nostri fra salute pubblica, trasparenza ed effetti indesiderati.

  • in italiano: Falò RSI (13.1.2011)
  • auf Deutsch: Rundschau SRF (12.1.2011)
  • en français: Mise au Point RTS (16.1.2011)
  • rue89.com / la Liberté.ch: Grippe : le Tamiflu n’aurait guère plus d’effet que l’aspirine (13.1.2011)
  • il Corriere della sera: La rai impari dalla TV svizzera (15.1.2011)
  • CBC/Radio-Canada: Tamiflu marketing exposes holes in drug regulatory regime.
  • inchieste in salsa svizzera

    April 26th, 2012 Comments off

    Si impara ‘mettendoci le mani’ e si insegna partendo dall’esperienza concreta fatta da professionisti del mestiere. A Ginevra una conferenza porta alla ribalta esperienze innovative nel giornalismo d’inchiesta.

    continua a leggere sul sito di EJO European Journalism Observatory

    Oltre la curva

    March 7th, 2012 Comments off

    un documentario di Falò RSI.

    camera Angela Meschini, Olmo Cerri, Mark Müller, Patrick Botticchio. Suono Peter e Markus Luginbühl, Rolf Buettikofer. Montaggio Adrian Perez. Grafica Erika Bardakci. Ha collaborato Markus Gerber, Gina Pressmann, Monika Schläpfer, Oliver Spieser, Carlo Zoppi. Si ringrazia TeleTicino, Patrick Della Valle, Valerio Marchi.

    Negli ultimi anni, gli “hooligans” hanno conquistato le prime pagine dei giornali svizzeri. Ma è davvero un fenomeno in aumento? L’inchiesta di Falò, realizzata fra Ticino, Basilea, San Gallo, Berna e Zurigo, raccoglie i dubbi degli esperti e dà la parola ai protagonisti. Dai tifosi alla polizia, passando per media, club e avvocati, questo documentario a tinte forti ci fa scoprire che la realtà degli stadi è complessa, ma non tutto è come viene dipinto dai resoconti dell’attualità. Per esempio: è proprio vero che i tifosi provocano alle Ferrovie svizzere 3 milioni di franchi di danneggiamenti ogni anno? Lo sapevate che per entrare nella banca-dati degli hooligans non servono prove di aver commesso un atto di violenza?

    Guarda il documentario (in onda su RSI 8.3.2012)

    Cartoline da Palazzo

    October 12th, 2010 Comments off

    Un documentario di Falò RSI.

    di Serena Tinari. Camera Angela Meschini, Misco Cupic, Toni Kurz, Mark Müller. Suono Peter e Markus Luginbühl. Montaggio Adrian Perez. Grafica Dominique Hunziker. Hanno collaborato Carlo Zoppi, Nadia Tarantini.

    Dopo un decennio al Parlamento svizzero, quattro deputati si ritirano dall’attività politica nazionale. Chiara Simoneschi-Cortesi, Meinrado Robbiani, Fabio Pedrina e Dick Marty parlano senza peli sulla lingua del peso delle lobby a Palazzo e di com’è cambiata la politica. Dal potere dei media, alla crisi del ‘sistema di Milizia’, i quattro si tolgono.. qualche “sassolino dalla scarpa”. Un ritratto a tinte forti, fra il serio e il faceto, dietro le quinte della politica svizzera.

    Falò RSI in italiano (in onda 20.10.2011)

    Categories: 1. in italiano, politica Tags:

    Una leggenda da sei milioni – La vérité si je mens

    April 29th, 2009 No comments
    Una leggenda da sei milioni
    di Serena Tinari e Harry Haener
    Il 17 maggio, Svizzera al voto sulla medicina complementare. Il controprogetto, elaborato dal Parlamento e sostenuto dalla maggioranza dei partiti e dal Consiglio Federale, chiede di aggiungere un nuovo articolo alla Costituzione. Cinque discipline della medicina alternativa erano state inserite nel 1998 a titolo provvisorio nell’assicurazione obbligatoria delle cure. Uno studio scientifico unico al mondo, il PEK – Programma di Valutazione della Medicina Complementare – doveva stabilire se le cinque discipline siano Economiche, Efficaci e Adeguate. Nel giugno 2005, il consigliere federale Couchepin annuncia la sua decisione: la medicina complementare esce dall’assicurazione di base, perché così hanno concluso gli scienziati. Ma é proprio vero? Nell’inchiesta di Falò, novità clamorose riaprono il caso di quella decisione e le responsabilità il Consigliere federale Pascal Couchepin.

    un documentario di Falò, RSI 2009

    di Harry Häner e Serena Tinari. Camera: Angela Meschini e Mark Müller. Suono: Andy Schniepp, Dieter Hell. Cut: Marianne Quarti. Sonorizzazione Roberto Leuzinger. Ha collaborato Elena Luzio, Barbara Schilling.

    sale_OMEOPATIA02-bStudio scientifico unico al mondo, il PEK doveva stabilire se cinque discipline della medicina alternativa fossero Economiche, Efficaci e Adeguate – e dovessero quindi essere rimborsate dal sistema sanitario. Nel giugno 2005, il Ministro della salute Pascal Couchepin annunciò: i risultati del PEK dicono che non possiamo pagare per queste terapie. Quattro anni dopo, l’inchiesta di Falò riapre il caso e mette in discussione la decisione del ministro.

    Fumo leggero, ma letale

    September 17th, 2005 No comments


    un documentario di Falò RSI. di Serena Tinari e Mariano Snider.

    Nei prossimi mesi la dicitura light dovrà scomparire dalla sigarette in Svizzera. Per almeno due decenni ai consumatori è stato fatto credere che questo tipo di sigarette fossero meno dannose alla salute. Un autentico inganno: l’effetto sui tumori, ormai è chiaro per tutti, è minimo, per non dire nullo. Ciò che succedeva a chi fumava una sigaretta light, non era una diminuzione del rischio del numero dei tumori, ma semplicemente uno spostamento di questi dal centro alla periferia dei polmoni. Ma come è stato possibile che questo inganno andasse avanti per così tanti anni? Quali i danni alla salute provocati da questo tipo di sigarette? Falò ha indagato.

    Der Marsch der Frauen in die Schweizer Politik

    November 19th, 2002 No comments

    Mit Ruth Dreifuss verlässt ein Symbol der Schweizer Frauenbewegung die Bundespolitik. Dass sie durch eine Frau ersetzt wird, scheint unbestritten.

    Swissinfo, 19.11.2002

    Serena Tinari zieht eine Zwischenbilanz zur Gleichstellung und vergleicht die Schweizer und italienischen Verhältnisse.

    Es begann als eine Geschichte von Frauen: Ruth Dreifuss wurde am 10. März 1993 in den Bundesrat gewählt. Ihre Kandidatur war stark unterstützt worden, nachdem die Bundesversammlung anstelle der offiziellen Kandidatin Christiane Brunner zuerst einen Mann gewählt hatte.

    Rund 10’000 Personen warteten auf dem Bundesplatz in Bern den Wahlausgang ab. Als Brunner mit der Gewinnerin der Wahl aufs Podest trat, erklärte sie: “Wir sind Zwillingsschwestern”.

    Den Erfolg einer Frauenwahl stellte sie über ihren persönlichen Stolz. Knapp 10 Jahre später tritt Dreifuss ab und überlässt die Bühne anderen Frauen.

    Seit ihrer Rücktrittserklärung Ende September sind Namen von politisch aktiven Frauen bekannt geworden. Neben den inzwischen offiziellen Kandidatinnen der SP, Micheline Calmy-Rey und Ruth Lüthi, wurde auch viel über Patrizia Pesenti und Liliane Maury Pasquier bekannt.

    Diese vier Frauen haben als ausgewiesene Polit-Hasen die Medienlandschaft für einige Zeit dominiert. Die Beherrschung der Landessprachen – häufig als entscheidendes Argument zitiert – hat sich als weniger bedeutend als erwartet herausgestellt. Obwohl sie sprachlich am versiertesten ist, hat Pesenti den Kürzeren gezogen.

    Schweiz und Italien: So nah und so fern

    Die Schweizer Frauen haben erst 1971 auf Bundesebene das Wahl- und Stimmrecht erhalten. Im angrenzenden Italien erfolgte dieser Schritt bereits 1946.

    Doch inzwischen hat die Schweiz die italienische Republik in Bezug auf die Frauenvertretung in der Politik überholt: In den eidgenössischen Räten sitzen 23 Prozent Frauen ein, im italienischen Parlament sind es nur 9,8 Prozent.

    Ähnliche Proportionen weisen die Exekutiven auf: Nur 2 Frauen von 22 Ministern sitzen auf der Regierungsbank im Palazzo Chigi in Rom. In Bern sind zwei Mitglieder der siebenköpfigen Landesregierung weiblichen Geschlechts.

    Diese unterschiedlichen Verhältnisse spiegeln sich auch im öffentlichen Ansehen der Politikerinnen in den beiden Ländern wider. Man betrachte nur die Entschlossenheit einer Micheline Calmy-Rey oder das selbstbewusste Lächeln der Psychologin Ruth Lüthi.

    In Italien ist hingegen Nilde Iotti zur Ikone der Politikerinnen geworden. Sie verkörperte mit ihrer unflexiblen Art die republikanischen Traditionen und ihre eigene Vergangenheit als Partisanin.

    Die Lega-Abgeordnete Pivetti wurde hingegen zum Gespött der Feministinnen, weil sie als Vorsitzende der Grossen Kammer mit “Herr Präsident” angeredet werden wollte.

    Ihre Geschichte hat ein typisches Ende gefunden: Sie gründete eine Partei und heiratete einen jüngeren Mann, der ihr Sekretär geworden ist.

    Blondinen von Forza Italia

    Die neue Frauengeneration unter den italienischen Politikerinnen sind die Blondinen von Forza Italia: Jung, feminin und stockkonservativ.

    Und während in der Schweiz die beiden Bundesrätinnen delikate Departemente wie Inneres sowie Polizei und Justiz führen, hat Berlusconi seine Frauen mit unbedeutenderen Ministerien abgespeist: Erziehung und Gleichstellung.

    So kommt es, dass SVP-Meinungsmacher Christoph Blocher in der Zeitung “Le Temps” erklärte: “Die Bedingungen für die Frauen in unserem Land haben sich radikal geändert. Und ich glaube, dass ich die Interessen meiner Frau besser verteidigen kann als irgendeine Politikerin.”

    Schaut man jedoch die Statistiken an, wird schnell klar, dass auch in der Schweiz noch ein langer Weg zurückzulegen ist.

    Das Bundesamt für Statistik schreibt: “Die Frauen nehmen im Erwerbsleben nicht so hohe Positionen ein wie die Männer (…) Diese Ungleichheit erklärt sich aus der Verantwortung für Haushalt und Familie, welche die Möglichkeiten einer professionellen Karriere stark einschränken.”

    Die Rede ist vom so genannten nicht vergüteten Arbeitseinsatz zu Hause: die Schweizer Frauen leisten in dieser Hinsicht 34 Wochenstunden, die Männer nur 18.

    Gleichstellung als alltägliche Herausforderung

    Wenn die Verteilung der Hausarbeit der fundamentale Parameter in Sachen Gleichstellung ist, lässt sich gemäss Statistik während der Jahre 1997 und 2000 eine Verbesserung feststellen. Zumindest schneidet die Schweiz besser ab als viele europäische Länder.

    Die Gleichstellung ist eine alltägliche Herausforderung. Dies anerkennt auch ein bescheidenes, aber intelligentes Projekt der Eidgenössischen Kommission für Frauenfragen, einem ausserparlamentarischen Beratungsgremium des Bundesrats.

    Das Projekt heisst “Fair-Play zu Hause”. Es hilft mittels eines Erfassungsbogens festzustellen, wie viel Zeit die Partner der Hausarbeit und dem Familienleben widmen. Sollten die Resultate überraschen, ist es Zeit, dass die Partner die Regeln ihres Zusammenlebens diskutieren.

    Insbesondere in der Politik hinken Frauen, auch wenn sie gut ausgebildet sind, immer noch hinter den Männern her. Die Eidgenössische Kommission hat aus Anlass ihres 25-jährigen Bestehens daher ein Paten-Projekt namens “Von Frau zu Frau” ins Leben gerufen.

    Es soll jungen Frauen helfen, sich für die Politik zu engagieren. Sie werden für jeweils ein Jahr von Frauen begleitet und beraten, die in der Politik bereits eine erfolgreiche Karriere gemacht haben.

    Serena Tinari

    (Die Autorin war Redaktorin der Monatszeitschrift “Noi Donne” und Pressebeauftragte in zwei italienischen Ministerien unter der Mitte-Links Regierung.)

    Categories: 4. auf deutsch, politica Tags: